I segreti di una sana Educazione Digitale

da | Mag 12, 2020 | Blog

Mai come ora la comunicazione digitale ha preso il sopravvento su qualsiasi altra forma di comunicazione. La chiusura forzata dentro casa ha amplificato e accellerato un fenomeno inquietante, una sorta di bulimia informativa difficile da controllare e limitare, dove la quantità a scapito della qualità di contenuti digitali è diventata una nuova normalità.
Il problema riguarda tutti: adulti, giovani, bambini, lavoratori, uomini, donne, chiunque abbia accesso alla rete.

Cosa fare per rendere questa enorme disponibilità di informazioni e contenuti una ricchezza e un’opportunità, e non la causa di enormi problemi sociali?

Per me c’è una parola su tutte che descrive la soluzione: consapevolezza! Essere consapevoli di cosa ci sia in rete, di come scegliere i contenuti, di come proteggersi da virus e furti di dati, di come limitare o bloccare gli abusi, ecc…

Ma la consapevolezza va allenata, attraverso l’Educazione Digitale.
La parola educazione richiama ai giovani, che in effetti sono i primi a cui andrebbe insegnata, ma anche gli adulti, che sono chiamati a vigilare e crescere le nuove generazioni, ne hanno tanto bisogno. L’emergenza coronavirus ha portato alla luce le grandi difficoltà del sistema scolastico e delle famiglie di fronte alle nuove tecnologie e a quello che si nasconde nel grande mondo del web.

Questo ha generato fortunatamente una reazione molto positiva, dove il gap tra conoscenza e messa in pratica si è assottigliato, ma non ancora colmato.

Quali sono dunque i segreti di una sana Educazione Digitale?

Vediamone alcuni in questo piccolo vademecum per il web:

1. CONSAPEVOLEZZA

In buona sostanza significa avere senso critico e buon senso, informandosi sulle regole di comportamento che vigono in ogni luogo virtuale, prima di entrarci. Le regole del buon uso possono essere riassunte così:

  • Informarsi
  • Dialogare
  • Condividere
  • Rispettare le regole
  • Usare il web in modo controllato (non abusarne)

2. EMPOWERMENT DIGITALE

In particolare rivolto ai giovani, è la modalità educativa che mira a rafforzare le abilità sociali, emotive e cognitive, affiancandole a quelle più pratiche, attraverso percorsi formativi specifici per imparare ad utilizzare la tecnologia e il web in modo positivo e propositivo.

3. PAROLE NON OSTILI

Ho conosciuto il progetto “Parole non ostili” a novembre del 2019, e da subito l’ho fatto mio, cercando di applicarne i principi (ancor più che in passato) e di diffonderli al mio network di clienti, fornitori, partner, ma anche famiglie, scuola e amici, perché credo fortemente nel potere delle parole giuste. Riporto qui di seguito il nuovo Manifesto con i 10 principi della Comunicazione non ostile e inclusiva, presentato il 9 maggio online:

  • Virtuale è reale
  • Si è ciò che si comunica
  • Le parole danno forma al pensiero
  • Prima di parlare bisogna ascoltare
  • Le parole sono un ponte
  • Le parole hanno conseguenze
  • Condividere è una responsabilità
  • Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
  • Gli insulti non sono argomenti
  • Anche il silenzio comunica

Come mi hanno fatto notare i principi non raccontano nulla di particolarmente innovativo, perché alla base c’è il buon senso e la buona educazione. Ma a quanto pare nel web queste regole non erano scontate ed è stato necessario ribadirle. Lo schermo che ci separa dal mondo virtuale a volte è un muro che ci consente di nasconderci, dandoci il coraggio di esprimere i nostri pensieri liberamente, in modo incontrollato e senza filtri. Ma come dice bene il primo principio, oggi più che mai “virtuale è reale”, e il rispetto dell’altro è alla base di ogni forma o canale di comunicazione.

4. PRIVACY

Entrare nel web è un “matrimonio” che dura per sempre. Con ciò voglio dire che nel momento in cui si decide di avere un’identità digitale, e affidiamo i nostri dati alla rete, ne perderemo il controllo. Quindi pensiamoci bene prima di agire: capiamo se è un bisogno imprescindibile, se lo facciamo per lavoro o per diletto, o se ci serve per poter accedere a servizi fondamentali. Capiamo insomma se abbiamo valide ragioni per entrare in questo mondo.
L’aspetto dei dati personali è quello spesso e volentieri trattato con più superficialità: capita a tutti di lasciare le nostre informazioni per scaricare una app, per fare un acquisto online, per iscriversi ad una newsletter, ecc.. non prestando la dovuta attenzione alla modalità con cui i nostri dati verranno trattati. I dati personali sono una miniera d’oro per il web: le aziende li ottengono gratuitamente grazie alla nostra disattenzione, e li usano per fare pubblicità, promozioni mirate, utilizzando gli automatismi digitali che ci inseguono nel web e che alla fine ci spingono a comprare, a votare, a fare azioni che magari non avremmo mai fatto prima.
I giovani sono quelli più vulnerabili perché non pensano alle conseguenza della loro superficialità, in realtà sarebbe utile che tutti conoscessero i meccanismi del web prima di regalare informazioni sensibili.

5. RISCHI ONLINE

I rischi sono tanti, ne elenco alcuni:

  • Furto di dati sensibili

(vedi codici di accesso a carte di credito, bancomat, siti bancari, numeri di telefono, indirizzi fisici ecc.) detta phishing, perpetrata inviando mail da mittenti “affidabili“ o conosciuti, perfettamente camuffati. Con un po’ di attenzione si potrà notare che spesso queste mail contengono errori di ortografia, quindi si possono facilmente smascherare e cestinare.

  • Virus come il famoso Cryptolocker,

con cui vengono rubati dati sul PC, per riavere i quali viene chiesto un riscatto (leggi Operazione Cryptowash). Molte aziende, per la distrazione dei propri dipendenti, hanno perso dati sensibili e preziosi, pur pagando il riscatto richiesto: i criminali non sono certo persone affidabili che mantengono la parola e restituiscono il maltolto.

  • Violenza in varie forme

(discriminazioni, web stalking, body shaming, cyberbullismo, sexting, social hating, per citarne alcune) in cui spesso i più colpiti sono giovani e bambini, i più fragili. E purtroppo i casi di cronaca non dipingono un mondo capace di prevenire efficacemente e tempestivamente questo tipo di violenza.

  • Violenza verbale

di cui non solo possiamo essere oggetto, ma anche soggetto attivo, alimentandola e favorendone la diffusione su larga scala. Criticare con parole pesanti un concorrente, minare la reputazione di qualcuno, o usare toni esagerati per commentare o per discutere di vari argomenti (politici per esempio) è uno sport molto diffuso, che però sarebbe bene non praticare.

  • Furto di immagine

le foto pubblicate in rete (così come i dati e tutti i nostri contenuti, in particolare sui social) non sono più nostre e non possiamo più disporne liberamente, togliendole quando non vogliamo che siano più visibili, a meno di lunghe trafile legali. Ecco perché per esempio si sconsiglia fortemente ai genitori di pubblicare foto dei propri figli sui social. Il rischio è che le foto finiscano in mani sbagliate o alimentino il mercato della pedofilia, purtroppo in forte crescita proprio grazie al web.

  • Le Fake News

i nostri sono tempi in cui la diffusione delle notizie false viaggia veloce nel web, scoprirle non è semplice, ma esse possono generare dibattiti accesi e portare scompiglio in molti ambiti (politico, scientifico, giornalistico) influenzando l’opinione pubblica. Una fake news può anche disintegrare la reputazione di una persona, con conseguenze gravissime. Per combatterle è bene utilizzare fonti ufficiali, certe e attendibili anziché i social o il passaparola di chi non si conosce.

Chi sono i destinatari di questa educazione digitale?

GLI ADULTI

Essere adulti non significa necessariamente conoscere i segreti della rete e della comunicazione digitale. Significa invece essere responsabili delle proprie azioni, consapevoli di ciò che diciamo e facciamo, capaci di controllarci, di imparare ad usare la tecnologia prima di utilizzarla, per essere credibili e di esempio per i giovani (figli, studenti, collaboratori). Gli adulti di oggi non sono cresciuti con tablet, smartphone e pc, spesso ne hanno appreso l’utilizzo per necessità, sul lavoro, ne hanno capito potenzialità e opportunità, hanno saputo sfruttarne i vantaggi per migliorare e rendere più efficienti alcuni processi lavorativi o di comunicazione. Ma chi è adulto ha il vantaggio di sapere discernere, nella maggioranza dei casi, ciò che è giusto da ciò che non lo è, e quindi di usare il web in modo costruttivo, utile, e socialmente corretto.

I GIOVANI

Al contrario degli adulti, i giovani, generazioni dagli anni ’90 in poi, sono tutti cresciuti con la tecnologia a loro disposizione, che sanno quindi usare benissimo, ma di cui non comprendono appieno i rischi.
In una fase evolutiva travagliata come l’adolescenza, per esempio, i teenager sono spesso portati a dare più importanza al virtuale rispetto al reale, perché nel web cercano la propria identità. Per loro reale e virtuale sono la stessa cosa: chi non ha un profilo in rete non esiste, viene escluso dal gruppo, e questa emarginazione può portare a disturbi comportamentali difficili da gestire (ansia, depressione, aggressività). Crearsi un’identità digitale, anche falsa, diventa allora la scorciatoia per l’accettazione sociale.
Ecco che in questo contesto scuola e famiglia hanno un ruolo fondamentale: quello di diffondere la cultura digitale, vigilare sul corretto utilizzo della tecnologia, e condividere gli spazi del web per costruire insieme ai giovani il mondo di domani.

Il web è una piazza virtuale dove ci si incontra, ci permette di viaggiare nel mondo rimanendo comodamente a casa nostra, di mantenere contatti con i nostri amici e parenti ovunque siano, di avere accesso ad una infinita quantità di informazioni. Ha agevolato il progresso, ha migliorato la qualità delle nostre vite, ci ha consentito, in questo periodo di isolamento, di rimanere connessi con il mondo.

 

Quindi non è da demonizzare, tutt’altro. Ma le insidie sono molte!

Solo con un’adeguata e sana educazione digitale, soprattutto dei più giovani, e il contributo dei giganti del web, che ci hanno reso disponibile e accessibile questo mondo meraviglioso, lo renderemo uno spazio più sicuro per tutti!

 

E voi che esperienza avete del web? siete fruitori attenti o distratti? Scrivetemi nei commenti come la pensate.
Volete saperne di più del mondo del web? SCRIVETEMI!

A martedì prossimo!

0 commenti