Essere donne in quest’epoca è una bella sfida: tra lavoro, famiglia, prendersi cura di sé e degli altri, affermarsi, o semplicemente vedere riconosciuto il proprio impegno anche solo dai propri cari, c’è da pensare che siamo ancora nel medioevo, e invece siamo nel 2020.
In ambito professionale, leggo ogni giorno di donne che lottano per vedere riconosciuti i propri diritti, che soffrono situazioni di discriminazione, che non vengono apprezzate a sufficienza per le loro capacità e competenze, che non vengono ricompensate equamente rispetto ai colleghi uomini. Situazioni che mi rattristano, perché so la fatica che si fa a costruirsi un lavoro, una reputazione, una dignità che passa anche attraverso il giusto riconoscimento economico di un impegno a volte sovrumano. E una delle poche cose che il governo tempo fa è riuscito a produrre per supportare il lavoro delle donne è la legge sulle quote rosa. Ma onestamente c’è bisogno di altro!
Il problema è culturale, perché nella mia vita di donne in gamba ne ho conosciute davvero moltissime.
La forza, la determinazione, la capacità di adattamento, le doti organizzative, la sensibilità, l’empatia naturale che ho riscontrato non sono le stesse dei colleghi uomini. Non voglio farne un proclamo né una lotta di genere, ma vorrei che parlando di donne si tirassero fuori quelle caratteristiche così uniche e distintive che completano e mai si contrappongono a quelle degli uomini, arricchendo la nostra società di un valore inestimabile.
Poiché il problema è culturale, cosa posso fare io nel mio piccolo?
Potrei fare come egregiamente su Linkedin fa Federica Segato (con cui prima o poi voglio bermi un caffè!) che parla di donne grandi e di come abbiano raggiunto il successo, creando o guidando aziende globali. Invece io voglio raccontarvi di donne toste della porta accanto, che ho personalmente conosciuto sulla mia strada, e da cui ogni giorno traggo ispirazione, forza ed entusiasmo. Per spronarvi a fare lo stesso, scoprendo magari che anche voi ne conoscete molte di più di quanto pensiate.
Ecco quindi la mia Top 5 delle Donne Vere (ce ne sarebbero di più, e se volete conoscere le altre scrivetemi!), con cui potete pensare di bervi un caffè e fare una chiacchierata:
Conosciuta in tempi non sospetti come fidanzata di un mio amico, oggi è la persona più creativa, poliedrica, artistica e sensibile che io conosca. Fa un lavoro che le calza a pennello, grazie alla sua fantasia e creatività innate, ha passione per la fotografia, la poesia, la pittura, l’immagine in tutti i canali in cui può essere rappresentata, è un fiume in piena di idee sempre nuove e originali. E se voglio trovare un messaggio positivo e ottimista in una giornata grigia lo cerco (e lo trovo) nelle sue foto, nelle sue parole, nel suo vivere quotidiano. Oltre che amica da 20 anni, oggi ho realizzato il sogno di averla come partner nel progetto di lavoro che amo di più in questo momento, nell’ambito della green economy. E chissà che sia solo il primo!
Grande donna, professionista, amica, moglie, madre di 3 figli, bella fuori e dentro. Da conoscere. La trovate virtualmente sui social e fisicamente a Udine.
Compagna di Master quando io avevo 35 anni e lei 9 in meno, io ero all’inizio di una svolta lavorativa importante, lei all’inizio della sua vita lavorativa, siamo cresciute con un’esperienza comune, e un percorso aziendale da quel momento in poi molto simile. Simile anche l’uscita (non felice) dal mondo aziendale, che lei subito ha affrontato con grinta, determinazione, e voglia di riscatto, e che l’ha portata in 2 anni a creare una società, Gowisi, e un brand innovativo, Business Design Marketing, trasformando concretamente una crisi in opportunità, e mettendo in gioco le sue qualità: energia infinita, competenza, creatività, organizzazione, approccio manageriale e sorriso contagiosi. E’ stata fonte di ispirazione fin dall’inizio del mio percorso verso la creazione del mio brand, e il suo esempio mi ha dato il coraggio di buttarmi a capofitto nella mia attività.
Professionista brillante e piena di inventiva, la trovate su Linkedin, e fisicamente a Legnano.
La conosco grazie alla Rete al Femminile, a cui siamo entrambe iscritte da circa un anno. Mi ha conquistato subito la sua travolgente passione per il suo lavoro, e mi piace usare questi termini nonostante si occupi di un settore delicatissimo come quello dei soldi, perché trasmette una dedizione, una conoscenza, una sicurezza che si trova forse solo tra chi vede il lavoro come una missione (come i medici). Di Laura ci si può fidare ad occhi chiusi, ed è merce rara nel mondo finanziario dove girano molti avvoltoi senza scrupoli. Deve ciò che è oggi grazie a sua nonna che le ripeteva sempre ”i soldi non fanno la felicità ma figuriamoci senza”. Il suo sogno, infatti, è quello di rendere le persone più felici e il loro futuro più sicuro.
Laura conquista la fiducia delle persone ascoltandole, capendole nel profondo, condividendone la storia e i valori. Vive in provincia di Lecco e la trovate su Linkedin.
Abbiamo lavorato insieme per la stessa azienda tra il 2005 e il 2008, lei era nell’ufficio del personale, e onestamente mi sembrava una persona senza grandi ambizioni. Invece dopo pochi anni è sbocciata con la sua passione per la cucina naturale e si è trasformata nella più colorata, allegra, fantasiosa e creativa cuoca vegana di Milano. Lo dico per esperienza personale perché ho provato la sua cucina, e non piace solo ai vegani, “mangiare” per credere. Passare una serata alla Taverna degli Arna, il suo laboratorio-cucina, frequentare un suo corso di cucina, assaggiare uno dei suoi piatti, sono delle esperienze multi sensoriali, che ti trasportano in un mondo di gusti, sapori, odori, colori unico, e che ti fa dimenticare che alla fine “sono solo verdure”.
La sua vitalità è contagiosa, e anche la sua intraprendenza, visto che si è letteralmente fatta da sola. Un esempio per le neo-imprenditrici.
Vive a Milano con la sua famiglia, ma la trovate sui social!
Nel mio percorso di consapevolezza imprenditoriale, ho incontrato Samantha prima sui social e poi dal vivo, entrando nel mondo di Business for Lady. Samantha ha una sensibilità davvero speciale. Riesce ad entrare subito in empatia con le persone, tirandone fuori il meglio, aiuta a vedersi dentro con chiarezza, con la delicatezza e la semplicità che piacciono a me: la definirei la “coach” della porta accanto. Ed è quel tipo di persona che sai che ci sarà sempre, dietro le quinte, tra il pubblico o sul palco, pronta a darti quella mano di cui potrai avere bisogno.
Nonostante l’apparenza di persona calma e pacata, è un vulcano di idee: tra formazione e coaching, trova il tempo per scrivere libri con la sua socia Gemma De Francesco, che sono di grande aiuto alle imprenditrici. La trovate sui social, o in provincia di Lecco, oltre che a Milano e in giro per l’Italia.
Perché celebrare donne per alcuni note per altri sconosciute?
Perché la loro storia, personale, familiare e professionale, le ha rese così speciali e normali al tempo stesso, donne vere, mogli, madri, amiche, le cui vite si sono incrociate con la mia. Tutto questo non è casuale: ho cercato modelli positivi in cui riconoscermi e rispecchiarmi, e grazie a queste figure, così diverse tra loro e al tempo stesso fonti inarrestabili di ispirazione, ho dato una svolta positiva al cambiamento che stavo affrontando, superando tante difficoltà, sapendo di poter contare sul loro aiuto, anche inconsapevole.
Ed è quello che consiglio a tutte le donne: nella vita abbiamo bisogno di modelli positivi a cui ispirarci, ci servono come guida, ci aiutano a ritrovare la motivazione, il coraggio di cambiare e di crescere. E di credere (di nuovo) in noi stesse!
Quali Donne Vere ci sono nella vostra Top 5? Pensateci, potreste fare delle belle scoperte e rendervi conto di quanto anche le donne più lontane, professionalmente parlando, possano invece darvi quella spinta emotiva che vi aiuta a liberare la vostra energia positiva e a creare qualcosa di nuovo, bello e unico.
Aspetto i vostri commenti!
A martedì prossimo!

0 commenti