Dall’idea al progetto: il Business Model Canvas

da | Set 22, 2020 | Blog

Qualche tempo fa una mia amica mi ha chiesto se conoscevo il Business Model Canvas (BMC), per utilizzarlo sui nuovi progetti. Da questa richiesta, navigando un po’ in rete e chiedendo a conoscenti e colleghi, mi sono resa conto che

Il BMC, uno strumento strategico che usa il linguaggio visuale per trasformare un’idea in un progetto ad alto valore

è ancora uno strumento poco conosciuto e usato, e merita dunque una spiegazione.

Doverosa però una premessa: esso non va confuso né con il Business Plan né con il Piano Marketing!

  • Il Business Plan è un documento “pubblico” che contiene gli obiettivi a medio e lungo termine, il dettaglio dei prodotti o servizi, i clienti, le possibili strategie, la distribuzione e la logistica, i fornitori, le fonti finanziarie, l’analisi di fattibilità. Viene utilizzato sia per la pianificazione e gestione aziendale che per la comunicazione esterna, in particolare verso potenziali finanziatori o investitori.
  • Il Piano di Marketing è una guida per l’azienda che contiene nel dettaglio le strategie e le azioni che dovrà porre in atto per raggiungere gli obiettivi contenuti nel Business plan.

Da questa necessaria distinzione, emerge la prima grande differenza con i due strumenti sopra descritti: il Business Model Canvas non contiene numeri, ma descrizioni, idee, sentimenti, intenzioni. È tutto fuorché analisi matematica, l’elemento principale che lo contraddistingue è la visualizzazione grafica per fotografare in un attimo tutte le variabili del progetto, rendendo l’analisi semplice, intuitiva ed immediata.

Da questo si capisce che il Business Model Canvas viene prima, serve a dare corpo ad un’idea di business, è l’anteprima del progetto stesso.

È quindi uno strumento fondamentale che soprattutto una start-up dovrebbe utilizzare per dare vita ad un nuovo progetto. Per questo ne ho voluto parlare qui nel mio blog, a beneficio di chi ancora non conosce lo strumento, e con l’augurio che chi invece lo conosce possa arricchire la mia descrizione semplificata di elementi utili, importanti e innovativi.

Partiamo dal brainstorming

Quando inizio a lavorare con un cliente per parlare di cosa progettare per il futuro, ci sono alcune regole che vanno applicate per far sì che da una buona idea nasca realmente un progetto utile per il cliente, che risponda ad uno dei suoi obiettivi e che porti dei risultati concreti.

Ecco che allora organizzo una sessione di brainstorming: letteralmente si parla a ruota libera e si mettono sul tavolo tutte le idee che possono nascere al momento o quelle nel cassetto. In questa fase c’è assoluta libertà nel modo in cui le idee si generano, e possono contaminarsi tra di loro o tra quelle di più elementi del team. Purché siano funzionali al cliente, ovvero che rispondano a degli obiettivi specifici. Dell’idea bisogna tirare fuori tutto: aspetti creativi e pratici, persone coinvolte, obiettivi, tempi, mercato, clienti.

È una fase importantissima dove la fantasia regna sovrana: si possono utilizzare post.it e pennarelli colorati con cui annotare le idee, fogli bianchi, lavagna, computer, è tutto lecito, purché ci si dia un tempo. Idealmente una giornata, lontano dall’ufficio e possibilmente dal telefono, evitando le distrazioni per rimanere concentrati.

A questo punto bisogna catalogare le idee, in modo che siano tra loro coerenti, ma come fare in modo che i raggruppamenti abbiano un senso?

È qui che il Business Model Canvas entra in gioco!

Come vedete dalla foto del blog, il BMC è un semplice schema visivo che presenta 9 riquadri, in ognuno dei quali inserire quanto emerso dal brainstorming:

  1. Segmenti di Clientela: uno o più target di clienti ai cui l’azienda si rivolge, e anche chi cliente non è e non sarà mai.
  2. Proposte di valore: come i prodotti/servizi rispondono ai bisogni dei clienti.
  3. Canali: I canali di distribuzione e di contatto (fisici o digitali) con i clienti.
  4. Relazioni con i clienti: come creare relazioni di valore durature con i clienti.
  5. Flussi di ricavi: da dove arriveranno i ricavi, quali attività co-generative di proventi posso attivare
  6. Risorse chiave: le risorse tecniche, umane, know-how necessarie perché l’azienda funzioni.
  7. Attività chiave: cosa serve per rendere funzionante il modello di business aziendale.
  8. Partner chiave: persone, aziende, collaboratori interni o esterni con cui l’impresa può stringere alleanze.
  9. Struttura dei costi: tempo, risorse umane e denaro che l’azienda dovrà investire

La bellezza del BMC sta nella semplicità con cui elementi complessi riguardanti il funzionamento di un’intera azienda vengano resi comprensibili a tutti. Merito del linguaggio visuale che permette a tutte le persone coinvolte, indipendentemente dal loro bagaglio professionale, di capire la logica del modello e contribuire attivamente al suo arricchimento.

Il BMC favorisce il lavoro di team quindi ha anche una valenza umana oltre che pratica.

Se stampato o disegnato su un grande cartellone, facilita il lavoro di gruppo, la discussione proattiva, l’approccio dinamico senza utilizzare schemi complicati e poco funzionali. In sintesi: favorisce un’immediata comprensione, l’analisi del business a 360°, usando solo creatività e condivisione. Diventa quindi anche un elemento di coesione del team, che si sentirà più coinvolto e motivato al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Curiosità

Il Business Model Canvas è stato proposto da Alexander Osterwalder nel suo primo lavoro, Business Model Ontology (2004), e poi sviluppato dallo stesso Osterwalder, da Yves Pigneur e da Alan Smith insieme a una community di 470 esperti in 45 Paesi del mondo. Oggi il Business Model Canvas è riconosciuto come standard internazionale. Viene insegnato nelle migliori business school del mondo, tra cui la Standford e la Berkeley University.

FONTI: Osterwalder, A., Pigneur, Y. (2010). Creare modelli di business. Milano: Edizioni LSWR, 2019. (https://www.businessmodelcanvas.it/business-model-canvas/)

Quindi se è così semplice perché non provare ad utilizzarlo?

Fatelo su un’idea che avete nel cassetto e poi raccontatemi com’è andata. Se vuoi un esempio semplice da cui prendere spunto di BMC scrivimi.

Per ulteriori ispirazioni, vi segnalo il Business Model Canvas in ottica Marketing ideato da Chiara Palamà, fondatrice di Gowisi, che lo declina in modo innovativo focalizzando l’attenzione sul Marketing.

Spero di avervi dato spunti utili su questo tema, ovviamente se vuoi saperne di più su questo e altri strumenti strategici che un’azienda dovrebbe utilizzare per migliorare le sue performance o su altre tematiche di business, contattami!

A martedì prossimo!

 

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