La nuova sfida della comunicazione: la Gen Z

da | Nov 17, 2020 | Blog

A settembre ho accettato un nuovo incarico come professoressa di Marketing in una 1^ superiore a Lecco. E’ stata una proposta che mi ha colto di sorpresa, ma che ho pensato subito di accettare, perché era uno di quei Progetti Sociali che avevo annunciato a fine luglio, e che mirano proprio a trasmettere alle giovani generazioni quei principi, insegnamenti e valori che ritengo fondamentali per costruire la società del futuro.

Da diverso tempo pensavo che l’investimento che noi adulti – manager, professionisti, imprenditori, politici – dovremmo fare è proprio sulle nuove generazioni, ma ciò che non sapevo ancora è che gli adolescenti di oggi hanno un linguaggio e un modo di comunicare che se non si conosce diventa una barriera, non solo all’apprendimento ma anche alla relazione stessa.

La nuova sfida è di imparare a comunicare con la Generazione Z.

In una presentazione illuminante di Jacopo Rodeghiero (scoperta su Linkedin e che vi invito a seguire), mi sono resa conto di quanto profondamente siano cambiate le generazioni a causa di (o grazie a) innovazione tecnologica e avvento del digitale.

Chi fa parte della Generazione X (identificata con gli anni 1965-1980) come me e ha un figlio della Generazione Z (anni 1997-2011) forse non sa che il gap sia di ben 2 generazioni, e si trova di fronte persone (che oggi sono adolescenti o giovani adulti) con un modo di vivere la socialità e il quotidiano profondamente diverso dal nostro, non per questo peggiore o migliore.

Il fatto è che questo gap diventa un ostacolo quando si deve comunicare con questa generazione se non se ne conoscono le peculiarità.

Ecco perché ho colto l’opportunità di mettermi in gioco di fronte a loro come docente:

  • da un lato con l’obiettivo di trasmettere quelle competenze di marketing che ritengo evergreen (purchè al passo con i tempi, ovvero in forma digitale!) e che possono favorire il cambiamento verso una società migliore, più consapevole e più reattiva. Quello che io definisco il semino che spero germoglierà rigoglioso.

  • dall’altro imparare una nuova modalità di comunicazione con una fascia di popolazione così lontana da me, ma che è necessario conoscere per poter aiutare le aziende ad interfacciarsi con questo target. Questo è la formazione continua che rappresenta il motore verso il cambiamento e il miglioramento.

Ma quali sono le peculiarità di questa Generazione Z?

Vi elenco le principali:

  • Storicamente stanno vivendo crisi economiche e sociali (ultima cronologicamente parlando la pandemia), gli effetti della globalizzazione e l’emergenza climatica.
  • Sono nativi digitali: per loro la fibra veloce, lo smartphone, la playstation, il laptop sono strumenti di utilizzo comune. In una parola: mobile-first.
  • Sono assidui frequentatori di social e per questo creatori di contenuti, tra cui recensioni e feedback.
  • Ripongono grande fiducia in influencer e blogger, che condizionano le loro preferenze d’acquisto.
  • Hanno dimestichezza con gli acquisti online, che per loro sono la normalità.
  • Il loro è un mondo fatto di video e immagini: ciò che è testuale non è ritenuto interessante, è obsoleto ai loro occhi. Preferiscono di gran lunga una comunicazione rapida e visiva.
  • La loro soglia dell’attenzione è bassissima: 8 secondi appena.
  • Sono generalmente impazienti e comunicano in modo schietto e diretto.

In quest’ottica è ovvio che chi si rivolge a questo target deve tenere conto nella propria comunicazione di questi aspetti, altrimenti non verrà ascoltato.

Nel mio ruolo di docente, comunicare ai ragazzi adolescenti è davvero una sfida interessante, oltre che piena di ostacoli, perché non esistono riferimenti del passato che io possa far valere, ma devo creare modelli educativi nuovi per catturare la loro attenzione e fiducia.

La comunicazione che funziona è quella di impatto, visiva, interattiva e rapida, fatta di parole semplici e intuitive. Ignorare questi elementi porterebbe al fallimento della didattica. Considerando poi che la didattica odierna è a distanza, è fondamentale renderla il più possibile comprensibile, accattivante, multimediale, coerente insomma con le caratteristiche di questa generazione.

Ragionando invece dal punto di vista di un’azienda, se l’obiettivo è intercettare la Gen Z per rivolgersi ad essa con un messaggio credibile, bisogna prendere atto delle modalità d’uso dei media digitali e dell’approccio ai contenuti di questo target per far sì che una strategia di comunicazione sia efficace e porti risultati.

Come saranno i nuovi adulti nei prossimi 10 anni?

Dipenderà molto da come noi oggi li alleniamo alle sfide che avranno di fronte, dagli strumenti di cui li doteremo e del mondo che lasceremo loro in eredità. Non è certo un compito facile, ma dobbiamo assumerci la responsabilità di traghettare la Generazione Z e quelle che verranno (la Generazione Alfa fa capolino, con i nati tra gli anni 2012-2020) verso un futuro che riservi loro delle opportunità di vita e di lavoro, che loro possono costruire, noi invece solo immaginare.

Anche in questo caso è la comunicazione a fare la differenza, ed è strategica per affrontare il cambiamento in atto.

Che si parli di docenti, di manager, di professionisti, di imprenditori, di politici o altro, noi adulti abbiamo il dovere di preparare i giovani d’oggi alle sfide di domani, iniziando a parlare la stessa lingua, comune denominatore che ha sempre caratterizzato la nostra società.

Che esperienza avete con la Generazione Z? Nella vostra strategia di comunicazione, avete tenuto conto di questi aspetti per comunicare con il target più giovane?

Scrivetemi nei commenti il vostro pensiero, e se avete bisogno di costruire la vostra strategia di comunicazione, contattatemi, sarò felice di aiutarvi!

A martedì prossimo!

Foto Freepik

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