Il potere del cambiamento

da | Apr 6, 2021 | Blog

Stavo cercando un documento tra i miei tanti file di lavoro, e mi è ricapitato tra le mani questo articolo, scritto a settembre 2018, e che ho riletto con curiosità.

Non ci crederete ma non mi sono riconosciuta in quanto ho letto, sembra si parli di qualcun altro, sembra successo un milione di anni fa, sembra un’altra vita.

Il cambiamento ha il potere di stravolgere la tua vita, rendendola speciale!

Leggendo l’articolo, qualcuno potrà riconoscersi e ritrovare pezzi della propria vita, avvenimenti che ti cambiano e che sembrano distruggerti, ma che invece visti nella giusta prospettiva possono davvero trasformarsi in grandi opportunità, per esempio nel capitolo più ricco di soddisfazioni della tua vita lavorativa. E che poi ovviamente condiziona positivamente tutti quelli che ti stanno intorno, famiglia compresa!

Ma allora perché il cambiamento fa così paura?

Se per sopravvivere dobbiamo evolverci, il cambiamento dovrebbe far parte della nostra vita, e succedere almeno una volta. Eppure spaventa ancora tanti, che piuttosto che cambiare preferiscono annichilirsi, accontentarsi, e lasciarsi vivere. Perché è così difficile cambiare? Qualcuno mi ha detto che è l’ambizione che spinge a migliorarci, ma non siamo tutti ambiziosi.

Leggete la mia storia è ditemi se è successo anche a voi.

L’ANTEFATTO

Quando cercavo di immaginare la mia vita lavorativa, circa 25 anni fa, mi vedevo bene in una grande azienda, dove avrei fatto un lavoro molto stimolante, dove avrei viaggiato, conosciuto persone, imparato cose, divertendomi e ottenendo tante soddisfazioni.

E fino ad un certo punto della mia vita è stato così. Poi qualcosa si è rotto: il ciclo delle aziende in cui ho lavorato (non tante, ma grosse), facendo carriera (abbastanza, ma non troppa), e arrivando ad esaudire (quasi tutti) i miei sogni, si è interrotto, in modo inaspettato, bruscamente e senza un perché. O meglio il perché c’era, ma non ero io: era la crisi, la ristrutturazione, il modus operandi di una multinazionale, che mi ha trattato come un numero e si è liberata di me. A chi non è capitato? Inutile farsi sensi di colpa (anche se arrivano anche quelli), inutile farsi domande, è successo e basta.

LA REAZIONE

Come ho reagito? Ho cercato subito di ribaltare un evento di per sé negativo, spiazzante, che ti costringe a rivedere tutta la tua vita e come l’hai impostata (banalmente anche solo per pagare le “bollette”), avendo una famiglia che insieme a mio marito dovevo contribuire a sostenere, non potendomi permettere un anno sabbatico, in una opportunità. Così ho colto l’occasione per formarmi, riformarmi, acquisire nuove competenze, costruire una nuova rete sfruttando i social e le conoscenze, e reinventarmi come libera professionista. Cosa che peraltro avevo in mente di fare, magari con tempi diversi, ma che c’era nei miei piani, quindi ho semplicemente anticipato i tempi e mi sono data da fare. Ho aperto la Partita IVA (regime dei minimi tanto per cominciare). Con grande fatica sono arrivati i primi lavori: formazione in scuole professionali e master, collaborazioni con associazioni, e le prime consulenze (piccole) in (piccole) aziende. Avevo capito che quello era il mio target, avendo deciso di rimanere il più vicino possibile a casa (non più vita da pendolare su Milano che con un bambino piccolo è durissima).

Tante piccole soddisfazioni, ma dal punto di vista economico un disastro. La ricerca delle consulenze, la fatica di preparare le docenze, i progetti che ti assorbono a tutte le ore del giorno, 7 giorni su 7, non sono ripagati adeguatamente. Molte persone cercano di tirare il prezzo, faccio già formazione e consulenze gratuite per farmi conoscere, ma non mi potevo permettere di andare avanti così a lungo.

LA SVOLTA

Ad un certo punto arrivano due progetti interessanti, su cui punto tutto. Due aziende con cui ho deciso di collaborare contemporaneamente, e che mi assorbono completamente. Va tutto bene per circa un anno, una fatica enorme perché non ho più orari, ma riesco a gestire tutto (come una funambola) – lavoro, casa, famiglia. Poi una delle due collaborazioni si interrompe (peccato, era quella che mi piaceva di più), l’altra, che mi piace meno, è quella più sicura, che attraverso una sorta di part-time mi permette di stare in piedi e pagare le “bollette”.

L’ILLUSIONE

Ma non sono in pace, la fatica di tenere un lavoro che non piace, e qualche piccolo lavoretto extra qua e là, non regge, e io comincio a risentirne. In tutto questo tempo non ho mai smesso di cercare la stabilità di un lavoro in azienda, perché so che in quell’ambito potrei dare il massimo, ma non arriva nulla, prima c’è la crisi, poi c’è l’età, e l’esperienza che pesa, anche se le mie pretese si sono ampiamente ridimensionate, e un sacco di no.

Fino a quando arriva forse l’occasione, quella giusta, con tutte le caratteristiche che cercavo: il lavoro che so fare e che mi piace, in una grossa azienda di respiro internazionale, vicinissimo a casa! Forse la ruota ora gira di nuovo nel verso giusto! Faccio colloqui, test matematici (roba da ingegnere), dò il meglio di me, non mi voglio illudere ma sono sicura di aver fatto colpo…e poi arriva la telefonata: e l’ennesimo NO!

Come mi sono sentita? delusa, sconfitta, stanca, avvilita. Perché è successo? La domanda l’ho fatta e sembra non provenissi dal settore giusto (mi mancava!).

LA RIFLESSIONE

Cosa fare? Quando mi sarò ripresa ovviamente mi rimboccherò le maniche di nuovo e con tutta la grinta che ho ricomincerò da capo, a cercare…

Però faccio questa riflessione: tanta fatica e sacrifici, tanto studio (una laurea, due master e corsi a profusione), esperienza, flessibilità, umiltà, per trovare un lavoro che piace che però non arriva, è sconfortante! Perché è così difficile? Una mia amica inglese, dopo essere stata un anno a casa alla terza maternità, ha ritrovato un lavoro (come e dove lo voleva lei) in una settimana, io sono 5 anni che cerco un’opportunità, una stabilità, ora più emotiva che economica, e nonostante tutti gli attestati di stima che mi sono stati fatti, sembra che io proprio non vada mai bene.

E’ una storia, la mia, comune a tante persone che ho conosciuto in questi ultimi 5 anni, e mi piacerebbe che qualcuno che è uscito dal tunnel della sfiga mi svelasse il suo segreto…. nel frattempo non rimarrò ferma, ma l’orologio corre e io sento la sua pressione…

Una professionista disillusa

26 settembre 2018

IL CAMBIAMENTO

Da quel settembre, sono passati solo 2 anni e mezzo, ma io sono un’altra persona: sono una professionista soddisfatta, che non si ferma mai. Continuo a mettermi nuovi obiettivi e accetto ogni giorno nuove sfide: è questo ciò che mi fa stare bene. Due anni fa non potevo neanche immaginarlo, oggi sto realizzando un sogno.

Cambiare (prospettiva): è questo il prezzo da pagare per realizzare i propri sogni, ma ne vale davvero la pena!

Se vuoi un consiglio su come realizzare il tuo sogno, in modo concreto e realistico, scrivimi! Se ha funzionato per me potrà funzionare anche per te!

A presto!

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