Socializzare con i social: decalogo della buona educazione social(e)

da | Apr 14, 2020 | Blog

In tempi come questi di eterna connessione, molti usano i social per trovare amici, fidanzati, clienti, le aziende promuovono i loro prodotti/servizi, trovano collaboratori, creano partnership e molto altro ancora. I social si riempiono ogni giorno di nostre conversazioni, alcune innocue, altre appassionate, professionali, aggressive, addirittura sgrammaticate. C’è di tutto per tutti i gusti! Quello che però spesso noto è una mancanza di rispetto per le opinioni altrui e l’assenza di cortesia nell’esporre il proprio punto di vista.

Allora mi pongo una domanda catartica: ma sui social si socializza davvero?

Per rispondere a questa domanda, ritengo che dobbiamo riscoprire il valore della buona educazione, soprattutto in questi tempi di iper-esposizione ai social, ribadendo alcune semplici regole, per alcuni scontate per altri, a quanto pare, sconosciute, che ho definito il mio “decalogo della buona educazione social(e)”:

  • Usa parole chiare e semplici

che non vuol dire scrivere abbreviazioni, acronomi, sigle, o parlare come i giovani troncando le parole a metà. Significa semplicemente scrivere frasi brevi, la famosa regola soggetto-verbo-complemento non è passata di moda, va rinvigorita!

  • Non usare parolacce o volgarità

rimangono a vita appiccicate addosso, portano solo altre parole aggressive, alzano i toni e non facilitano la socializzazione! Sono brutte in bocca alle persone, e anche se c’è un muro virtuale a renderle più asettiche, vi rendono persone negative dalle quali è meglio stare alla larga. Evitarle si può e si deve!

  • Evita discussioni politiche o religiose

quelle sono questioni personali e intime che non andrebbero mai messe in piazza, e poi riportano alla situazione descritta al punto 2 quindi meglio evitarle.

  • Pagina personale e pagina aziendale

due mondi separati ma connessi, il titolare delle due pagine è lo stesso, bisogna perciò avere coerenza in entrambi i profili. Mi spiego: se siamo dei consulenti aziendali, ma nel privato ci piace ubriacarci e dire sconcerie di ogni genere, sarebbe bene evitare di portare questo nostro lato “goliardico” alla luce. Diventa controproducente agli occhi di un potenziale cliente, che prima di diventare tale potrebbe sbirciare anche nel nostro profilo personale. E ritenere che non siamo abbastanza seri ed affidabili per gestire un suo progetto. Che si traduce nella perdita di opportunità di lavoro!

  • Scrivi, correggi e taglia!

Scrivere nel web, anche se solo per socializzare, non significa non applicare le regole che il web impone: sintesi e semplicità, e non complessità. Socializzare nei social vuol dire scrivere meno e arrivare prima al punto, perché il tempo della lettura nel web è brevissimo. Così facendo, faremo più facilmente amicizia, stringeremo alleanze, troveremo clienti, e tutti saremo contenti!

  • Anche la forma conta

dimenticarsi la grammatica non è un vanto, non ci facciamo una bella figura a scrivere senza controllare forma, punteggiatura e ortografia. Siamo così bravi a criticare gli altri quando sbagliano, lo stesso dito puntato ce l’abbiamo noi quando cadiamo in errore. Quindi spendiamo un minuto a rileggere quello che abbiamo scritto prima di pubblicarlo, e siamo indulgenti con chi sbaglia.

  • Attenti alle MAIUSCOLE!

Scrivere tutto in maiuscolo, se ci dà l’illusione di attirare l’attenzione, nei social viene interpretato come un urlo e non è ben visto (da Facebook in primis). Perciò usiamo altri stratagemmi per evidenziare ciò che vogliamo dire, per esempio le emoticon possono servire al nostro scopo.

  • Non dire proprio tutto quello che ti passa per la testa

dall’altra parte potrebbe esserci il destinatario di un nostro sfogo, e se fosse il nostro capo non sarebbe davvero una mossa intelligente insultarlo sui social. E’ capitato non così raramente che chi si sia espresso in modo “critico” contro la propria azienda o il proprio boss sia stato licenziato! Quindi pensateci 100 volte prima di pubblicare uno sfogo di qualunque genere in una piazza virtuale, che ha anche il pregio (o difetto a seconda dei punti di vista) di rendere virali soprattutto i messaggi negativi.

  • Le foto, con intelligenza!

Si sa, i social sono i luoghi ideali dove pubblicare foto nostre, dei luoghi che visitiamo, video & C. Ricordiamoci di non pubblicare foto di minorenni e comunque di oscurarne il volto: il mercato della pedofilia va a nozze con le foto dei nostri figli, non alimentiamolo! (oltre al fatto che i nostri figli potrebbero non esserne contenti!).

  • Cortesia e pulizia

Cosa vuol dire? In qualunque social noi decidiamo di entrare, la buona educazione non guasta: sempre cortesi quindi, ringraziamo di un commento positivo, con un like o con un altro commento, usiamo un linguaggio pulito, e usiamo la testa. Se ad un certo punto incappiamo in una discussione accesa, in qualcuno che cortese non è, che ci infastidisce o ci bombarda di messaggi non richiesti, oppure non interagiamo per nulla rendendo la nostra presenza su quel social inutile oltre che scomoda, è bene fare una bella pulizia! Pulizia di contatti che non gradiamo o che non ci interessano, pulizia della nostra presenza da quel social che in fondo non ci serve a un gran che e che quindi forse è meglio abbandonare. Con buona pace di chi è vostro “amico”, vero, che magari riscoprirà il piacere di farvi una telefonata rispetto alla fredda conversazione da tastiera. A voi la scelta!

Di regole ce ne sarebbero anche altre, queste sono solo un punto di partenza e uno spunto di riflessione per chi reputa i social un sostituto delle relazioni personali e professionali tête-à-tête, cosa che non sono. Sta a noi usarli in modo responsabile, e rendere questi “luoghi” dei bei posti in un cui creare, mantenere, coltivare relazioni, soprattutto in questo periodo di forzata lontananza fisica, terminata la quale potremo tornare ad un equilibrio più bilanciato tra reale e virtuale.

Se lo faremo con educazione e cortesia, allora sì che i social saranno una bella piazza per socializzare….davvero!

A martedì prossimo!

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