E’ strano scrivere un blog che pubblico su Linkedin e che parla di Linkedin, ma ho pensato fosse arrivato il momento di farlo perché ultimamente ho incrociato più di qualche post dubbioso, critico o polemico su questo social che per me, come per altri invece, rappresenta un luogo di scambio, di condivisione, di arricchimento, di relazione professionale fondamentale.
Non sono la massima esperta di Linkedin, ma come professionista, per potermi costruire una reputazione online e farmi conoscere, ho imparato ad usarlo in modo coerente con i miei obiettivi, ascoltando i consigli dei veri esperti, e mettendo in pratica quelle regole imprescindibili per sfruttarlo in modo utile, professionale ed etico.
Perché essere su Linkedin?
I numeri, lo sapete meglio di me, servono proprio a questo: a capire un fenomeno e decidere se farne parte. Vale la pena quindi guardare i numeri di Linkedin per capire se è la piattaforma più utile per la nostra attività:

Gli utenti attivi sono praticamente raddoppiati nel giro di 3 anni, e la crescita continua, a dimostrazione che è un social molto dinamico e vitale, ritenuto molto interessante da una popolazione particolare:
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il 37% degli utenti è nella fascia d’età 35-54 anni,
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un altro 37% nella fascia d’età 25-34 anni,
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nel 59% dei casi l’esperienza è superiore ai 10 anni di lavoro.
La fotografia di chi abita Linkedin è quella di professionisti, manager, imprenditori di diversi settori con esperienza e competenze medio-alte, che vogliono crearsi un network di qualità, fare personal branding, trovare contenuti di valore e fare social selling. Insomma LinkedIn si è evoluto ed attrae sempre di più perchè non è più solo una piattaforma per cercare o offrire lavoro, ma è a tutti gli effetti uno strumento di marketing e comunicazione B2B.
Cosa bisogna sapere prima di entrare su Linkedin?
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Innanzitutto si tratta di un social professionale
quindi una piattaforma dove si costruisce una rete di relazioni pertinenti, qualificate, che si devono scegliere in base al valore che possono portare, dove i contenuti sono di qualità, dove l’obiettivo è esclusivamente business. Meglio non esserci se l’obiettivo è vendere qualcosa, parlare di vacanze o mostrare foto del tempo libero. Non è questo il luogo appropriato.
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Il profilo personale è vero e verificabile
Linkedin è un biglietto da visita strategico per un professionista e per la sua attività, ma non è un curriculum online: deve certamente contenere tutte le informazioni di un curriculum, ma scritte in modo diverso, in ottica web, anzi social. Oltre al nome e cognome, il job title, l’azienda per cui si lavora e la location (le prime informazioni che chi cerca su Linkedin partner/fornitori/clienti osserverà), dovremo inserire le parole chiave nella descrizione e nel sommario, i trend, i gruppi seguiti. Perché il nostro profilo sia meglio identificabile. Senza dimenticare tutti i dettagli di contatto, dalla mail al sito web, dall’url personalizzato ai numeri di telefono.
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Nasce come luogo di scambio per la domanda e offerta di lavoro, ma oggi è molto di più
è un luogo dove si discute del proprio ambito con altri professionisti, dove nascono collaborazioni, progetti, idee, e si fa business. Basta usarlo nel modo corretto e veicolando in modo puntuale e organizzato contenuti di valore. Oggi non si creano solo post, ma veri e propri articoli, video, si può organizzare un evento, si possono pubblicare foto, sono nate le stories, si possono usare link esterni, menzionare aziende o persone, o usare gli #hashtag per definire gli argomenti dei post. Insomma moltissimi modi con cui entrare in contatto con una rete sempre più ampia e curiosa, e fidelizzare i lettori/potenziali partner.
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Per comunicare ci vuole un piano editoriale
Oltre alla descrizione delle nostre competenze, si comunica con le immagini (foto profilo e immagine di copertina professionali), i progetti di rilievo, i contenuti dei post, le interazioni, ecc. Nulla va lasciato al caso, bisogna curare ogni dettaglio e ragionare sui contenuti perché Linkedin possa diventare uno strumento di promozione efficace per il nostro business. Bisogna insomma costruire un vero e proprio piano editoriale, con cui programmare contenuti di qualità. NB Anche su LinkedIn la sincerità paga, soprattutto quando l’obiettivo non è tanto avere un gran numero di persone nella propria rete, quanto far nascere nuove relazioni di valore.
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La pubblicità paga
Se vogliamo allargare il nostro pubblico anche qui c’è la possibilità di farsi pubblicità, come su altri social, potendo però contare su una rete di contatti “caldi”, che sono già interessati a noi, che ci seguono per ciò che raccontiamo, e che sono già propensi ad ascoltarci, rendendo questa piattaforma molto più efficace di altri social.
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Non “like” ma commenti
Come su qualsiasi altro social, la presenza passiva equivale all’invisibilità. In particolare su Linkedin se l’obiettivo è costruire una reputazione in un determinato settore e per un certo pubblico, è necessario creare contenuti, non solo a livello di piano editoriale, ma anche partecipando alle discussioni con commenti, menzionando persone, condividendo i post interessanti aggiungendo sempre il proprio punto di vista. Non solo si attiveranno tante nuove conversazioni, ma così facendo si creeranno nuove opportunità per allargare la rete e quindi la credibilità, visibilità e reputazione.
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Seguire le aziende giuste
Per essere aggiornato sulle loro novità, è fondamentale seguire i più importanti clienti, fornitori e concorrenti e le aziende che ispirano e da cui imparare qualcosa di nuovo.
DI cose da dire ce ne sarebbero ancora molte, ma vorrei concludere dicendo che il prezzo di tutta questa qualità di contenuti è solo il tempo! Infatti Linkedin, già nella sua versione base, consente di raggiungere obiettivi davvero interessanti in termini di network, reputazione e visibilità, a costo zero. A patto di avere un piano strategico di comunicazione serio di medio-lungo periodo.
Per approfondimenti vi faccio alcune segnalazioni:
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Alcuni spunti per questo articolo li ho trovati su up4business.it
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vi segnalo inoltre Gianluigi Bonanomi, che si è specializzato su questo canale di comunicazione
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e infine Francesco De Nobili di cui ho seguito un interessante webinar sulle Linkedin Ads
Qual è la vostra esperienza su Linkedin? Per voi rappresenta una leva di marketing strategico? Quanto ci investite (in termini di tempo e denaro)?
Se volete sfruttare meglio questo canale, ma non sapete da che parte cominciare, contattatemi, sarò felice di costruire insieme a voi una strategia di comunicazione ad hoc per Linkedin.
A martedì prossimo!
Foto di Kevin Phillips da Pixabay

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