Una delle aree che ho amato di più nella mia carriera è stata quella della sostenibilità in tutti i suoi aspetti, che ho approfondito durante i miei 5 anni all’interno di CHEP Italia.
Ma cosa vuol dire sostenibilità? Che cosa include? Sostenibilità ed etica sono due facce della stessa medaglia? E come applicarle concretamente in azienda?
Sostenibilità ed etica sono ricomprese nel concetto di:
“Responsabilità sociale di impresa, ovvero quella politica aziendale che sappia armonizzare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento, in un’ottica di sostenibilità, ovvero nell’intento di preservare il patrimonio ambientale, sociale e umano per le generazioni attuali e per quelle future”
(cit. https://www.glossariomarketing.it/significato/corporate-social-responsibility/). Sono principalmente 3 le aree interessate dal tema della sostenibilità come sopra definita:
- l’area delle Risorse Umane (il cosiddetto welfare),
- l’area Ambientale (l’abbattimento delle emissioni di CO2),
- l’area della Comunicazione (correttezza ed etica dell’informazione).
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Area delle Risorse Umane
In questa area la sostenibilità si identifica con il benessere dei lavoratori, ossia il cosiddetto Welfare: l’obiettivo è creare delle condizioni di lavoro ottimali, che migliorino la produttività del lavoratore, il suo senso di appartenenza all’azienda, e le sue condizioni economiche e sociali, potendo così meglio conciliare il lavoro con la famiglia e la vita sociale. Per raggiungere questo obiettivo ci sono tre tipologie di interventi:
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quelli di tipo economico – ad es. assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare, sostegno economico alle famiglie e all’istruzione;
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quelli di tipo logistico-organizzativo – ad es. orari flessibili, telelavoro o smartworking, permessi retribuiti per chi ha figli minori, part-time orizzontale o verticale;
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quelli di tipo sociale – ad es. piantare un albero per ogni bimbo nato, attività di volontariato retribuite (in CHEP Italia avevamo attivato una partnership con Banco Alimentare Lombardia), evento Bimbinufficio, pet in ufficio, asili nido aziendali, lavanderia e altri servizi su prenotazione, palestra in ufficio, corsi di vario genere, aree break con distributori di alimenti sani e naturali.
Non sono solo le grandi aziende a potersi permettere questi interventi: anche le piccole aziende, rimodulando opportunamente gli interventi sulla base di dimensioni, numero dipendenti e sostenibilità economica, possono sicuramente applicarne alcuni, con l’enorme vantaggio di avere dei collaboratori più felici, motivati e propensi a rimanere in azienda a lungo.
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Area Ambientale
Come si può contribuire concretamente all’abbattimento della CO2, tra le principali cause dell’inquinamento e dell’effetto serra? Con piccoli o grandi gesti che ormai dovrebbero essere entrati nelle nostre routine, ma che penso sia utile ricordare:
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La tecnologia è fondamentale! Mai come oggi abbiamo potuto constatare che in tempo di lockdown lavorare da casa e non recarsi in ufficio abbia contribuito alla drastica riduzione delle polveri sottili, con enorme beneficio per la qualità dell’aria. Quindi la tecnologia, ovvero la digital evolution che stiamo vivendo (ovviamente laddove è praticabile), contribuisce enormemente a ridurre le emissioni di CO2!
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Diminuire l’utilizzo della carta, digitalizzando i documenti – oggi anche i documenti ufficiali possono essere gestiti in questa modalità, e utilizzando la pec, per esempio, si riducono le emissioni di CO2 dovute al trasporto della posta.
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Diminuire l’uso della plastica – nella pausa caffè o pranzo, anziché utilizzare bicchierini, piatti e posate usa e getta, impariamo ad utilizzare quelli in materiale compostabile o riutilizzabili, il beneficio della nostra pausa verrà amplificato dal beneficio per l’ambiente, senza rinunciare al gusto o al piacere del caffè.
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Energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili – non cambia nulla dal punto di vista dell’erogazione e neanche dei costi, ma rifornirsi di energia pulita (idroelettrica o eolica per esempio) fa una grande differenza per l’ambiente.
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Raccolta differenziata – sembra banale, ma è importantissimo, soprattutto in azienda, fare una corretta raccolta differenziata, soprattutto di materiali altamente inquinanti o pericolosi (pensate ai toner delle stampanti, agli olii per la lubrificazione o per il funzionamento dei motori, o anche alle cialde di caffè): assicuriamo in questo modo che l’economia circolare funzioni e si inquini di meno l’ambiente.
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Una mobilità intelligente – oggi gli spostamenti possono essere rimodulati e ricalibrati, perché grazie alla tecnologia possiamo sostituire l’appuntamento con il cliente con una videochiamata (Zoom & C), oppure effettuare più consegne disegnando un tragitto che eviti dispersioni di tempo e sia più efficiente. E in più ci sono nuovi mezzi di trasporto: auto elettriche o ibride, o il car sharing e il car pooling che permettono una mobilità più intelligente e sicuramente meno inquinante.
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Con CHEP Italia avevo attivato una bellissima collaborazione con Lifegate, che ci aiutò a ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Come? Investendo in riforestazione! L’iniziativa si chiama ImpattoZero ed è possibile aderire sia come azienda che come privato cittadino. E’ un regalo per il pianeta molto gradito!
Vuoi sapere se la tua azienda sta facendo abbastanza per l’ambiente? C’è uno strumento molto semplice che si chiama Business Impact Assessment, che ho scoperto grazie ad un green marketer d’eccellenza (https://www.enricomoro.it/) e che permette a chiunque di valutare l’impatto della propria attività in 4 aree: lavoratori, comunità, ambiente e clienti. Provare non costa nulla, ma da questa valutazione emergono le aree su cui lavorare di più e meglio per essere sostenibili a 360°…unica pecca è che è in inglese, ma non spaventerà i più!
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Area della Comunicazione
Compito fondamentale dell’azienda (del titolare o amministratore delegato verso i suoi collaboratori o clienti, o del professionista verso i suoi clienti) è comunicare. Comunicare cosa? un proprio prodotto o servizio, un’offerta commerciale, un metodo di pagamento, un cambiamento organizzativo, un evento, qualsiasi attività che sia di interesse per clienti interni ed esterni e incida sulla loro vita lavorativa e non solo. Ciò deve avvenire rispettando regole di comportamento che non tutti applicano in modo univoco. Ecco perché molte aziende hanno adottato su base volontaria il codice etico, un insieme di principi fondamentali che regolano i seguenti ambiti:
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Principi etici di comportamento (MISSION, VISION, VALORI)
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Linee guida nei rapporti con dipendenti, collaboratori e consulenti
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Rapporti con i terzi (beneficiari, partner, fornitori, media, amministrazioni)
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Linee guida per le attività contabili e di trattamento dei dati
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Controllo sull’applicazione del codice etico e sistema sanzionatorio
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Norme comportamentali
Se il codice etico è fondamentale all’interno dell’azienda per proteggere i collaboratori e creare un ambiente di lavoro sano e rispettoso della persona, l’applicazione del codice con il mondo esterno all’azienda si esprime attraverso una comunicazione eticamente corretta. Cosa vuol dire in buona sostanza? Vi elenco 8 consigli, che valgono sia per le comunicazioni scritte, virtuali che orali:
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Trattare clienti/fornitori sempre in modo rispettoso: la buona educazione non è passata di moda, specialmente nei rapporti formali tra aziende e professionisti
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Evitare polemiche e discussioni, ma cercare sempre il confronto costruttivo
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Evitare linguaggio inappropriato, volgarità, toni accesi
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Trasparenza ed onestà sono parole chiave che premiano le relazioni
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Assumersi la responsabilità delle proprie parole e azioni
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In tempi di iperconnessione non istigare alla violenza verbale né direttamente né indirettamente: il social hating è una malattia della società 4.0 e va combattuto
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Per imparare a comunicare in modo etico bisogna formarsi e far formare i propri collaboratori
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Lo stile di comunicazione è lo stile dell’azienda: curarlo migliora l’immagine dell’azienda all’interno e all’esterno.
La comunicazione così reinterpretata avrà come effetti collaterali, oltre al miglioramento della percezione dell’azienda sul mercato e nei vari ambiti (community virtuali, associazioni di categoria, palcoscenici nazionali ed internazionali) e delle relazioni con tutti i clienti interni ed esterni, una diffusione dei valori sociali più elevati e non ultimo un aumento del fatturato e dei profitti! Per scrivere questo elenco mi sono ispirata al progetto “Parole Ostili”, un progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole in rete, ma che si sposa perfettamente anche con il concetto di etica che ho esposto qui sopra, e che vale ovunque, sia nelle piazze virtuali che reali. Il progetto è stato declinato in diversi ambiti, tra cui quello aziendale, creando un “Manifesto della comunicazione non ostile per le aziende” contenente 10 principi fondamentali che vi invito a leggere.
Quindi alla domanda “Sostenibilità ed etica: come applicarle in azienda?” le aziende non avranno più scuse: non è una questione di risorse economiche, né di dimensioni, è solo una questione di volontà. Volontà di cambiare un modello di business che ha sacrificato il bene sociale per il profitto, ma che ha l’opportunità oggi di cambiare rotta adottando dei comportamenti e delle misure alla portata di tutti. Non dimenticando però che saranno le persone a fare la differenza vera, con il loro esempio, impegno e costanza.
Perché il fine ultimo è (ri)costruire una società rispettosa del bene comune e in equilibrio con la natura.
Vi è piaciuto il mio articolo? Volete condividere il vostro pensiero? Scrivetemi un commento nel box qui sotto, sarò felice di rispondervi!
A martedì prossimo!

ciao, bellissimo articolo, molti consigli e spunti pratici che porterò all’attenzione della mia azienda!
Cara Paola, hai fatto un lavoro encomiabile.
Non so che dire, non ho appunti da farti perché condivido e credo in tutto questo progetto.
È un concatenarsi di concetti che se affrontati e sviluppati da tutti, dimostrerebbero maturità aziendale e darebbero umanità e valore aggiunto al lavoro e alla vita in generale.
Mi è piaciuta soprattutto la parte che hai sviluppato sulla comunicazione …
Brava
Marina
Complimenti Paola, bellissimo ed esaustivo articolo sulla sostenibilità in azienda.
Lo “prendo in prestito” come riferimento per i miei alunni a scuola. Grazie!
Ciao Roberto, grazie mille e sono felice di poterti essere utile!
Grazie Marina per il commento, la sostenibilità è una delle tematiche che mi appassiona di più e che spero di riuscire a trasmettere nel mio lavoro a clienti e partner.
Grazie Stefano, fammi sapere se in azienda condividono questi principi!
Grazie Marina, quando ci vedremo ti racconterò meglio del mio progetto, che nasce proprio dalla voglia di condividere la mia esperienza con gli altri, perché possa essere di aiuto ad aziende, professionisti o anche semplicemente persone che trovino utili le mie riflessioni.